La sala di studio

Frequentata da una vasta utenza (studenti, ricercatori, storici, architetti, cultori di studi genealogici e di problematiche locali), la sala di studio permette la consultazione dei fondi archivistici conservati dall'Istituto a scopo di ricerca e di esigenze amministrative. Se consideriamo gli ultimi sette anni rileviamo una crescita esponenziale delle richieste di consultazione dei documenti, senza contare l’elevatissimo numero di istanze via e-mail che pervengono quotidianamente dall'Italia e dall'estero.Tale successo è dovuto sia all'incremento dei fondi archivistici versati e depositati presso l'Archivio di Stato, sia all'assiduo ed impegnativo lavoro scientifico necessario per mettere quanti più possibile documenti a disposizione degli studiosi. Si deve anche aggiungere che l'apertura dei corsi universitari in Caserta e provincia e la crescente attenzione del mondo scolastico verso patrimonio archivistico come laboratorio di ricerca, danno senz'altro luogo ad un consistente aumento della "visibilità" dell'Istituto, ormai non più limitato ad una ristretta cerchia di specialisti abituali. La sala di studio è aperta al pubblico tutti i giorni secondo gli orari prestabiliti. La ricerca negli Archivi di Stato è libera e gratuita; basta solo attenersi alle regole di ammissione.

Ammissione.
La ricerca negli Archivi di Stato è libera e gratuita. Per accedere alla sala di studio è necessaria l'autorizzazione della Direzione; a questo scopo gli utenti devono presentare domanda sull'apposito modulo distribuito dal personale addetto alla medesima. La domanda va compilata in modo chiaro e leggibile, possibilmente in stampatello, e sottoscritta dall'interessato. L'autorizzazione alla consultazione è strettamente personale Nella domanda il richiedente deve specificare l'argomento della ricerca. L'autorizzazione è valida per l'anno solare in corso.  Al momento della presentazione della domanda l'utente deve esibire un documento d'identità valido, i cui estremi saranno trascritti - a cura del Personale - sulla domanda stessa. Tali dati vengono sottoposti a trattamento, con le modalità previste dalla L. 31/12/1996 n°675.

  • Il trattamento è effettuato solo per fini connessi ai rapporti fra Archivio ed utenti.

  • Non si farà luogo ad alcuna diffusione dei dati.

  • Il conferimento dei dati personali ha natura obbligatoria e l'eventuale rifiuto comporta l'esclusione dai servizi di sala.

  • In relazione al trattamento dei dati personali l'interessato ha i diritti di cui all'art. 13 della medesima Legge.


Controlli e misure di sicurezza.
È vietato introdurre in sala di studio borse, cartelle e altri contenitori. Sono possibili controlli in entrata e in uscita e l'uso di impianti di telesorveglianza.


Norme per la frequentazione della sala di studio.
L'utente è tenuto ad apporre la propria firma in modo leggibile sul registro delle presenze giornaliere. Per richiedere in consultazione il materiale archivistico gli utenti sono tenuti a utilizzare gli appositi moduli di richiesta disponibili in sala di studio.
Compatibilmente con la disponibilità del personale addetto, si consegnano fino a sei unità al giorno.
La consegna avviene nel più breve tempo possibile; in taluni casi, tuttavia, si può rendere necessaria la prenotazione del materiale archivistico. La prenotazione è comunque consigliabile per la consultazione nell'orario pomeridiano. Se la consultazione dei documenti dovesse protrarsi per più giorni, il materiale archivistico resterà a disposizione degli utenti in sala di studio per un periodo non superiore agli otto giorni. Terminata la consultazione, gli utenti sono tenuti a comunicare al personale di sala di studio se intendono trattenere il materiale in consultazione. In mancanza di tale comunicazione, i documenti saranno ricollocati al loro posto. Prima di uscire dall'Istituto gli utenti sono tenuti a richiedere la ricevuta relativa alle unità archivistiche consultate e restituite.

È vietato disturbare il silenzio della sala di studio.
È vietato fumare.


Norme per la consultazione.
I documenti conservati nell'Archivio di Stato sono consultabili, ad eccezione di quelli riservati (D.L. 30/7/1999 n°281, art. 8 § 1 e 2).
L'autorizzazione per la consultazione dei documenti riservati è di competenza del Ministero dell'Interno (Ibid., art 8 § 2b) cui deve essere inoltrata la richiesta tramite la Prefettura. -È proibito scrivere sui documenti, anche a matita; provocare lacerazioni; cambiare l'ordine delle carte sciolte o dei fascicoli e sottofascicoli-È consentita la consultazione di un solo pezzo per volta. -È vietato aprire qualsiasi documento sigillato. -Non è consentito uscire dalla sala di studio con il materiale archivistico: per ogni operazione che comporti trasferimenti dei pezzi ci si dovrà rivolgere al personale della sala di studio. - È vietata la riproduzione, anche parziale, degli inventari e degli altri mezzi di corredo. Gli utenti che contravvengono alle anzidette disposizioni possono venire allontanati dalla sala di studio e nei casi più gravi possono venire esclusi temporaneamente o definitivamente dalle sale di studio di tutti gli Archivi di Stato, nonché eventualmente denunciati all'Autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni e le relative sanzioni penali.

La Direzione può escludere dalla consultazione i documenti il cui stato di conservazione la sconsigli.


Strumenti di ricerca, citazione dei documenti, copie d'obbligo.
Per la ricerca del materiale archivistico relativo all'oggetto del loro studio, gli utenti possono avvalersi degli strumenti disponibili nella sala di studio ( guide, inventari, elenchi, rubriche, schede ecc..), nonché della consulenza dei funzionari addetti alla sala di studio. Nei lavori pubblicati è obbligatoria la corretta citazione delle fonti documentarie utilizzate. L'utente che utilizza materiale documentario conservato presso l'Archivio di Stato si impegna a consegnare a quest'ultimo due copie dell'eventuale pubblicazione o una copia della tesi di laurea, o di dottorato. 
Le tesi verranno date in consultazione senza l'autorizzazione dell'autore trascorsi cinque anni dalla consegna all'archivio